Maria Bissacco

Merletti&Moda

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Perché?

Questo sito è stato creato principalmente per chiarire la posizione dell’abito “Note nella notte”, eseguito come omaggio a Mozart nel duecentocinquantesimo della nascita.

Abito nella Notte

L’abito è stato presentato nell’ambito della XII Biennale Internazionale del Merletto a Sansepolcro (settembre 2006).

La piccola personale “Armonie di merletti e capricci di moda”, che raccoglieva i miei sette abiti ed accessori era stata allestita nella Chiesa sconsacrata di S. Chiara. In quella sede erano presenti anche altri lavori pervenuti per l’Esposizione.

Particolare Abito nella Notte

Le opere partecipanti al Concorso si trovavano invece esposte in un altro edificio.

Gli abiti ed accessori che eseguo per mio piacere anche per la parte sartoriale sono tutti a capo unico , non di certo per la Haute Couture o la Camera della Moda ma comunque abiti curati, in tessuti preziosi, progettati con l’unico intento di presentare adeguatamente dei merletti a fuselli tradizionali ma pensati , disegnati e lavorati in chiave personale e moderna.

In tutti gli accordi verbali e scritti intercosi con il Presidente nei mesi precedenti la manifestazione specificavo che aderivo all’invito gentilmente fattomi, esclusivamente per l’Esposizione, mettendo bene in chiaro e per iscritto che non era mio desiderio partecipare in qualsivoglia modo, neppure con l’abito “Note nella notte” (realizzato appositamente), avendo deciso già da tempo di non partecipare a nessun Concorso in Italia.

Scelta maturata dopo una mia precedente esperienza ad Offida dove avevo visto sfilare e premiare opere molto belle ma assolutamente fuori tema : accessori vari, fiori, zoccoli, collane invece di capi di abbigliamento come intitolava il Concorso, e merletti di differenti tipologie presentati e premiati con menzione, incuranti del punto 5 del regolamento che precisava merletto a fuselli.

Personalmente reputo estremamente difficile giudicare seriamente quale sia il lavoro migliore tra un segnalibro , un abito da sera o un centrino ad esempio. Oppure tra un lavoro uscito da un prestigioso laboratorio, progetti di importanti Istituti, frutto perciò di più intelligenze e più mani , magari di dimensioni considerevoli, e un piccolo manufatto della singola merlettaia di un oscuro paesino.

Trovo, ma sarà un problema solo mio immagino, difficile giudicare se sia più bello un quadro, un affresco o una ceramica ad esempio, come trovo difficile confrontare un merletto a tombolo con un ricamo (= lavoro di cucito, consistente nell’esecuzione di punti decorativi su un tessuto, secondo il disegno predisposto), uncinetto o feltro (= falda compatta, costituita da fibre li lana - con l’eventuale aggiunta di peli animali - fabbricata mediante cardatura o follatura, senza filatura, orditura e tessitura) !

Sono tipologie artistiche talmente differenti che nulla hanno in comune tranne la bellezza.

Avendo constatato di persona che tutte queste belle ma differenti manualità vengono messe nello stesso “pentolone” e le mie proteste al riguardo non vengono tenute in considerazione, sono solita precisare chiaramente e per iscritto le mie condizioni.

Il Presidente le accettava con lettera autografa e sceglieva gli abiti a Suo giudizio interessanti per l’Esposizione, dopo aver visionato un mio CD con varie opere proposte.

L’abito della “musica” invece è stato pubblicato a pag. 53 del Catalogo della Biennale, come opera a Concorso.

Catalogo

Ritenendolo un banale errore di stampa, alle mie ripetute richieste di un errata corrige non ne è seguito nulla di pubblico.

Non ne hanno dato notizia le due importanti Riviste del settore (doveva richiederla il Presidente), né il Sito dell’Associazione da Lui fondata e presieduta, né un foglio di errata corrige è stato allegato nei restanti Cataloghi in vendita durante la manifestazione, cosa che generalmente usa e senza disonore alcuno.

Dopo varie richieste di chiarimento e anche minaccia di agire per vie legali, il Cavaliere mi ha rilasciato una “Attestazione”, spedita via mail e neanche su carta intestata, dove spiega che è stata una Sua decisione personale mettere l’abito a Concorso, pur contro la mia volontà scritta…ma lo ha fatto per fare cosa gradita a me!!

Chissà mai perché?! Chi e come decide la posizione di un manufatto?

Perciò solo una precisazione personale tra noi due e senza altri riscontri pubblici.

Considerando che i termini “Esposizione” e “Concorso” hanno due significati diversi , come pure regole e termini di partecipazione differenti, sono convinta che gli accordi definiti ed accettati da entrambe le parti devono esser seriamente rispettati.

Mi sfugge, a rigor di logica, il perché di una scelta arbitraria mantenuta nell’assoluto silenzio, incurante del danno morale procuratomi, sottovalutando il fatto di aver tranquillamente “bruciato” un abito (che piaccia o meno è comunque di valore) in quanto compare e rimarrà come opera partecipante a Concorso, e senza smentita pubblica.

Il perseverare nel silenzio poi, anche per rispetto di tutti coloro che hanno visitato la mostra e acquistato un Catalogo Internazionale con un “ errore” o “omaggio” volutamente non rimediato, è una scelta che lascia molte perplessità e invita a riflettere.

Maria Bissacco Cociani